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Ipermetropia

L'Ipermetropia.

Questo mese parlerò dell'ipermetropia. Come la miopia, è un difetto di refrazione, cioè un difetto della messa a fuoco dell’occhio.

È molto comune ed è facile da confondere con la presbiopia, in quanto anch’essa si caratterizza da una difficoltà nella visione da vicino maggiore che per lontano. Solitamente si definisce come il contrario della miopia visto che quest’ultima si corregge con diottrie negative metre l’ipermetropia si corregge con diottrie positive.

Normalmente l’occhio quando guarda da vicino “accomoda”, ovvero mette a fuoco cambiando il potere del cristallino. Nell’ipermetrope invece questa messa a fuoco viene utilizzata per compensare il suo difetto anche quando guarda da lontano, perché altrimenti “vedrebbe oltre”, con il risultato effettivo che non vedrebbe niente.

Il giovane ipermetrope, anche se ha già usato parte del potere agguintivo del cristallino per vedere da lontano, la maggior parte delle volte riesce a farsi bastare quel che ne resta per vedere da vicino, quindi il suo visus è generalmente buono nonostante il difetto refrattivo.

Questa continua messa a fuoco consuma però le riserve le riserve del cristallino e ne consegue che il soggetto finché è giovane (o se deve compensare ipermetropie lievi), non si rende conto del suo difetto e spesso giunge a 40-45 anni inconsapevole dell’ipermetropia. Come abbiamo visto nell’articolo del mese scorso a questa età le riserve accomodative tendono ad esaurirsi, quindi compare la presbiopia, che nei soggetti ipermetropi sarà più elevata perchè i due difetti si sommano. Ad esempio: a 58 anni solitamente diventiamo presbiti di +1,50 D ma se siamo anche ipermetropi di +1.00 D la correzzione finale per vicino sarà di +2,50 D.

L’ipermetropia è un difetto molto comune nei primi anni di vita: è determinata da un lieve ritardo dello sviluppo bulbare, per cui l’occhio del bambino si presenta più corto del normale. La crescita che interessa tutto l'organismo nella prima età determina anche un allungamento del bulbo con conseguente riduzione dell'ipermetropia, spesso fino al suo azzeramento. Non bisogna però generalizzare ed è bene ricordare che la lunghezza del globo oculare non è l’unico fattore che determina la corretta messa a fuoco dell'immagine, ma anche la cornea ed il cristallino permettono ai raggi luminosi di focalizzarsi sulla retina. In casi rari anche patologie che interessano quest'ultime strutture possono causare elevate ipermetropie in occhi normalmente sviluppati.

Solitamente risulta molto difficile ad un genitore riconoscere in un bambino tale difetto visivo, perché la buona visione per lontano generalmente permette di mascherare il difetto fino a quando il bimbo non inizia ad applicare la vista nella lettura: infatti è necessario un elevato sforzo visivo perché un bambino ipermetrope riesca a focalizzare bene una scrittura piccola o un disegno un po' complesso. Nei primi anni scolastici il bambino comincia ad accusare mal di testa con dolore agli occhi, rossore oculare quando studia. A volte appare svogliato con difficoltà nella concentrazione così da essere considerato incapace, quando in realtà è la capacità a concentrarsi che manca in funzione delle riserve accomodative che deve utilizzare per compensare il difetto di ipermetropia.

In alcuni casi lo sforzo visivo determina addirittura la comparsa di uno strabismo oculare mono o bilaterale che può essere notato solo da un occhio esperto, ciò si verifica perchè il sistema accomodativo e quello di convergenza degli occhi sono innervati dallo stesso paio di nervi cranici, quindi stimolando l’accomodazione stimoliamo anche la convergenza. Alcune forme di strabismo intermittente vengono descritte dalle mamme che evidenziano uno strabismo di sera quando il bambino è stanco, stiamo parlando sempre di strabismi convergenti ovvero dell’occhio strabizzante verso il naso.

Tutti i bambini che vengono sottoposti a visita oculistica ed optometrica devono essere sempre esaminati con scrupolosità ed in modo cooperante dall'oculista e dall' ottico optometrista. L'uso di lenti appropriate permette all'occhio di sviluppare una corretta visione eliminando i disturbi, in particolare l’uso di lenti a contatto consente di compensare meglio lo strabismo accomodativo. In seguito l'allungamento del bulbo ridurrà il deficit.

In molti casi però, anche il passare degli anni non determina variazioni significative: questi pazienti sono destinati ad un uso costante delle lenti per poter ottenere una buona visione.

Ancora di più sono coloro che sono ipermetropi senza saperlo e che quindi, avendo un buon visus sia per lontano che per vicino, non si preoccupano di correggere il loro difetto in alcun modo. Questo alla lunga crea un affaticamento generale che può causare anche nell’adulto i sintomi descritti sopra nel caso del bambino ipermetrope. Sarebbe quindi un bene farsi sempre controllare dal proprio Ottico optometrista o dal Medico Oculista al fine di avere non solo un buon visus, ma anche una buona e confortevole visione.

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Barbara e Sergio PREZZI

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