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Colliri

Colliri e sostituti lacrimali.

Con la mezza stagione è inevitabile, prima o poi dovremo fare i conti con gli sbalzi di temperatura! E si sa, il caldo, il vento, il freddo e la polvere contribuiscono a stressare molto i nostri occhi, che finiscono per essere più secchi del solito. Ecco perché questo mese vorrei parlarvi dei colliri, ormai così diffusi, ma anche molto banalizzati: molti infatti credono che siano soltanto lacrime artificiali e che la loro unica funzione sia di umidificare o lubrificare l’occhio secco.

Di colliri in realtà ne possiamo trovare di vari tipi, persino veri e propri farmaci che vanno usati quindi con la dovuta cautela, seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico oculista.

Ci sono poi dei sostituti lacrimali, che, come il nome lascia intendere, sopperiscono alle varie dislacrimie. Le dislacrimie possono essere più o meno gravi: nella maggior parte del casi hanno come origine una cattiva alimentazione che si ripercuote sul metabolismo dello strato lipidico, acquoso o mucoso della nostra lacrima, creando disequilibrio tra le parti, e quindi fastidi. Le sensazioni di secchezza o fastidi in genere possono dipendere anche da fattori ambientali, ad esempio una lunga esposizione alla luce blu degli schermi dei computer o la permanenza in ambienti con aria condizionata, piuttosto che luoghi particolarmente ventosi o caldi. Ci sono però anche casi correlati a patologie, come la congiuntivite, che non vanno mai presi sottogamba.

Ad ogni modo, i colliri normalmente più usati sono pensati per i casi non patologici, quindi quelli rinfrescanti a base di estratti di fiori e piante come: camomilla per gli occhi più arrossati, aloe vera per i più stanchi, mirtillo per i più stressati, elicriso per le ipersensibilità e tanti altri.

Per molti di questi prodotti, lo slogan preferito sembra essere “a base di acido ialuronico”, ma cos’è che ci stanno indicando realmente? L’acido ialuronico è un elemento altamente biocompatibile, che si trova in gran quantità in tutti i tessuti connettivi del corpo umano per mantenerne l’idratazione e l’elasticità e per favorire la rigenerazione cellulare. Ecco perché, spesso è sufficiente utilizzare un qualsiasi collirio a base di acido ialuronico per ottenere un immediato effetto rinfrescante a cui poi si aggiunge l’azione lenitiva di fiori e piante sopracitati. Ma non sempre è sufficiente prendere il prodotto con la maggior percentuale di acido ialuronico, perché attualmente se ne producono sinteticamente più di 40 tipi, tutti con efficienza diversa, quindi è sempre meglio farsi consigliare su quale sia il più adatto alle vostre esigenze.

Per quanto riguarda i portatori di lenti a contatto, ci sono alcuni dettagli a cui prestare attenzione prima di acquistare un collirio e molto dipende dal tipo di lente che si porta. Per le lenti morbide ad esempio, vanno bene tutti quelli che sono compatibili con il materiale che costituisce la lente e con la lacrimazione del soggetto. Per i portatori di lenti RGP (semirigide) vale lo stesso discorso, eccezione fatta per i portatori di lenti ortocheratologiche. Per questi sono infatti vietati i colliri contenenti qualsiasi tipo di conservante, che tenderebbe a sporcare la lente alterandone il funzionamento e la sopportabilità.

Recentemente hanno fatto la loro comparsa i colliri spray, i quali hanno le stesse caratteristiche dei colliri normali: la loro funzionalità resta invariata, in quanto spruzzando il collirio ad occhio chiuso le gocce vengono comunque veicolate nell’occhio dalle ciglia, facilitando così l’utilizzo anche da parte di bambini o di chi ha qualche timore nell’instillarsi le gocce.

Barbara e Sergio PREZZI

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